Sport e personalità: l’approccio N.P.G. nel percorso di crescita

Germoglio N.P.G. Next Player Generation. Prossima generazione di giocatori.

Inizio questo articolo ripetendo il nome della società sportiva con cui collaboro in qualità di psicologo dello sport, perché a mio avviso, già nel nome chiarisce gli obiettivi del nostro lavoro.

Prossima generazione di giocatori: si parla di giovani che stanno crescendo e si parla di giocatori, non solamente calciatori, tennisti, pallavolisti ecc.

N.P.G. prepara i giovani al gioco, allo sport, alla vita. Sembra una sottigliezza ma racchiude un importantissimo messaggio: qui non si impara solo a giocare a calcio, ma si cresce anche a livello umano, caratteriale e psicologico.

Il bambino, il ragazzo, l’atleta sono il centro di questo progetto: ogni elemento è studiato per favorirne la crescita e lo sviluppo sotto ogni punto di vista (fisico, tecnico, tattico, caratteriale).

Elemento fondamentale è lo sport: esso è lo strumento e il mezzo che permette questa importante crescita. Se è facile comprendere come l’attività sportiva aiuti lo sviluppo e il benessere fisico, non per tutti è chiaro come esso contribuisca alla crescita caratteriale e psicologica. Esso é uno strumento formativo importantissimo che può influenzare vari aspetti del carattere.

social competencePer prima cosa va sottolineato come durante le varie attività, infatti, si incontrano situazioni, valori, bisogni simili a quelli che si incontreranno nella vita di tutti i giorni. La pratica di uno sport permette quindi ai bambini di misurarsi con le varie situazioni e sviluppare valori importanti in ogni contesto di vita: fiducia nei compagni, collaborazione, aiuto reciproco, condivisione, rispetto degli altri (compagni, avversari, allenatori, direttori di gara) e rispetto delle regole.

Negli sport di squadra, inoltre, la possibilità di socializzare e condividere con i compagni gioie e dolori ha un forte impatto formativo nei bambini: si costruiscono una personalità e un carattere che tengono conto dell’altro, valorizzando sia gli elementi comuni che le diversità.

Individualmente invece si cresce ponendosi degli obiettivi e misurandosi costantemente con le proprie abilità e potenzialità.

Per far sì che ciò avvenga nel modo migliore è necessario che allenatori, istruttori e membri dello staff siano preparati e informati rispetto alle caratteristiche fisiche e psicologiche di ogni bambino in base alla propria fascia d’età: ciò è fondamentale perché permette di relazionarsi nel modo corretto e preparare attività e allenamenti stimolanti e produttivi.

Di seguito riporto una breve descrizione delle caratteristiche di ogni fascia d’età per quanto riguarda gli aspetti psicologici e caratteriali.

 

Caratteristiche di ogni fascia d’età

disegno sole bambinoDa 5 a 8 anni – Piccoli amici

In questa fascia d’età i bambini sono caratterizzati da:

  • immaginazione: possiedono una vivida immaginazione e la capacità di costruirsi mondi inventati e di fantasia per risolvere i problemi e per soddisfare i propri bisogni.
  • forte emotività: sono attratti da tutto ciò che gli procura emozioni. Vivono ogni situazione con sentimento e passano velocemente da uno stato emotivo all’altro.
  • egocentrismo: si sentono al centro del mondo; pretendono attenzioni e preferiscono il gioco individuale nel senso che il “fare” non è ancora “fare insieme” ma “fare l’uno accanto all’altro”.
  • bisogno di regole: hanno necessità di regole chiare e semplici e vedono nell’allenatore un modello di riferimento.

 

piedi palloneDa 8 a 10 anni – Pulcini

I bambini di questa età continuano il proprio percorso di crescita e sviluppano maggiori capacità di concentrazione e ragionamento:

imparano a pensare mentre giocano e quindi ad intervenire in maniera più consapevole nelle varie situazioni;

migliorano le proprie abilità di controllo del movimento e del gesto tecnico;

valutano in modo più preciso i tempi, le distanze, le traiettorie e i cambi di direzione;

si assumono maggiori rischi durante l’attività.

Anche in questa fascia d’età è molto importante il divertimento e lo stimolo emotivo.

Rispetto alla fascia precedente i bambini cominciano a sviluppare lo spirito di gruppo: sono interessati alle opinioni altrui e cominciano a nascere le prime amicizie durature.

 

mani che si incrocianoDa 11 a 12 anni – Esordienti

I ragazzi di questa età entrano nella pubertà e cominciano a sentire forze nuove sia fisiche che di pensiero. Aumentano la capacità di astrazione e si sentono in grado di produrre ragionamenti logici corretti.

hanno molta voglia di mettere alla prova le loro abilità e il nuovo vigore fisico;

amano stare con gli amici, confrontarsi con loro e iniziano a sperimentare i primi conflitti con gli adulti;

affiorano le prime domande e considerazioni sulle proprie qualità, sui punti deboli, sulle proprie caratteristiche e sui comportamenti che li rendono orgogliosi e che detestano.

  • a volte nascondono i dubbi, le paure e le fragilità e rispondono alle difficoltà mettendo in atto comportamenti infantili o arroganti;

lo sport è visto come palcoscenico per mostrare il proprio valore ed aumentare la popolarità.

 

Il modello N.P.G.

Come membro dello staff N.P.G. posso affermare che queste caratteristiche sono tenute in grande considerazione sia nella programmazione generale sia nella preparazione di ogni allenamento giornaliero.

L’equipe N.P.G. è sempre attenta a tutti gli aspetti descritti e cerca di trovare insieme strategie e strumenti sempre validi ed efficaci. Per far sì che questo avvenga, si lavora contemporaneamente su due livelli: uno comune a tutte le squadre e uno specifico per ogni fascia d’età.

Il primo livello ha come obiettivo quello di creare coesione all’interno della società e di favorire un clima caratterizzato da rispetto, uguaglianza, appartenenza e educazione: ecco allora che ogni atleta deve indossare l’abbigliamento ufficiale, salutare compagni e staff quando arriva e quando va via, tenere pulito lo spogliatoio, rispettare regole e avversari e mantenere un comportamento educato. Inoltre i ragazzi sono stimolanti a diventare sempre più autonomi fuori e dentro il campo attraverso la ricerca individuale delle soluzioni.

Per quanto riguarda il secondo livello, gli atteggiamenti, i comportamenti e le proposte degli istruttori variano a seconda della fascia d’età.

Con i più piccoli (5 – 8 anni):

– si utilizzano spiegazioni chiare, semplici e sintetiche;

– vengono creati allenamenti coinvolgenti che stimolano la loro fantasia e immaginazione;

il tono di voce, la postura e l’atteggiamento dimostrano accoglienza e interesse;

– vengono rinforzati l’impegno e la partecipazione;

– vengono date regole semplici e dirette che vengono fatte rispettare in modo fermo e pacato.

 

Con i pulcini (8-10 anni):

– gli esercizi sono proposti con difficoltà crescenti;

sono ridotte al minimo le pause e le attese per mantenere i ragazzi sempre attivi;

– vengono proposte esercitazioni stimolanti sia fisicamente che cognitivamente;

– viene rinforzata positivamente la capacità di scelta autonoma e la presa di decisione.

 

Con gli esordienti (10-12):

– si insiste con esercizi che stimolano l’autonomia decisionale e che mettono alla prova abilità tecniche e fisiche;

– viene promossa ulteriormente la coesione di gruppo e l’aiuto reciproco;

– si stimolano i ragazzi ad accettare le difficoltà e a cercare strategie per superarle.

Quelle elencate sono solo alcune delle modalità utilizzate dallo staff N.P.G.

Il valore di questo progetto si basa sullo sviluppo delle competenze di ogni membro dell’equipè, sull’attenzione a tutti gli aspetti riguardanti la crescita dei bambini e sulla cooperazione e la collaborazione.

L’obiettivo è quello di mettere a disposizione di ogni atleta N.P.G. un’esperienza importante, nella quale divertirsi, imparare, crescere con valori profondi così che la prossima generazione di giocatori sia forte non solo a livello sportivo ma soprattutto umano.

Dott. Paolo Peluchetti

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