Gli schemi motori di base: spingere e tirare

In questo articolo continuiamo l’approfondimento riguardante gli schemi motori di base.

Questa volta si parlerà dello spingere e del tirare, due gestualità che a volte, a mio avviso erroneamente, vengono escluse dall’elenco degli schemi motori perché considerate secondarie rispetto alle altre, nonostante esse abbiano tutte le caratteristiche per far parte di questa categoria e per essere oltretutto anche elementi di grande importanza.

Essi infatti sono i gesti che il bambino utilizza inconsciamente già nella primissima infanzia per sollevarsi afferrandosi agli oggetti per alzarsi in piedi, per spostarsi e per arrampicarsi.

Entrambi i gesti si sviluppano in maniera più concreta a circa 18 mesi, quando il bambino, capendo ormai di avere la forza per farlo, si diverte a spingere e tirare oggetti e giocattoli, spostandoli sa una parte all’altra del luogo in cui si trova. Come sempre, anche in questo caso vi è poi una lunga progressione che vedrà il bambino arrivare fino alla completa padronanza del gesto.

Già dalle loro definizioni si intuisce che questi gesti sono estremamente correlati l’uno all’altro.

Con il termine spingere si intende dare movimento ad un corpo allontanandolo e spostandolo imprimendo una determinata forza.

Con il termine tirare, invece, si intende dare un movimento ad un corpo spostandolo e trascinandolo verso di sé applicando una determinata forza.

Mentre un adulto è in grado di valutare se possiede la forza necessaria per sollevare, portare o spingere, il bambino lo deve imparare in quanto non riesce ancora a regolare la direzione, la velocità e l’intensità della spinta. Ottima strategia che permetterà al bambino di riconoscere la propria forza, dosandola, sarà quella di metterlo di fronte a variazioni di intensità dinamiche attraverso le quali imparerà a reagire in modo differenziato.

 Giochi ed esercitazioni pratiche

Inizialmente il bambino verrà invitato a giocare con attrezzi, come spingere una palla o tirare un grosso giocattolo, poi invece si proporranno attività in cui entrerà in contatto con i suoi coetanei.

Queste attività non devono costituire un problema o una paura per i genitori e gli insegnanti, che potrebbero temere per l’incolumità dei bambini, in quanto essi stessi inventano giochi con i loro compagni nei quali si abbracciano, si allontanano, si appendono: si tratta di importanti mezzi di apprendimento per imparare a reagire in modo adeguato, con tutti i risvolti legati alla socializzazione.

Se ben gestite, programmate e seguite dalla costante presenza dell’adulto, le attività proposte in questo lavoro possono essere praticate dai bambini in tutta tranquillità. Va sottolineato che, con il crescere dell’età, il progressivo consolidarsi e strutturarsi degli schemi motori, consente una sempre maggiore complessità e varietà di situazioni motorie ed un impegno fisico sempre più rilevante.

Ecco alcune attività riguardanti questo tema, proposte anche ai nostri Piccoli Amici dell’NPG:

– A coppie, legati con un nastro ad una mano, camminare/correre uniti. Un bambino tirerà l’altro.

– A coppie uno dietro l’altro, camminare spingendo il compagno che sta davanti

– Tutti in cerchio legati per le mani, un bambino seduto e uno in piedi. Al segnale quelli in piedi aiutano i compagni ad alzarsi e contemporaneamente loro si siedono

– Con palla: a coppie, impugnare la palla con entrambe le mani (un bambino con presa più larga e uno con presa più stretta). Al segnale, tirare la palla verso di sé e cercare di conquistarla

– Come il precedente ma spingendosi

– GIOCO (spingere) – PALIO DI SIENA: A coppie, uno dietro l’altro. Utilizzare una corda o una casacca come le briglie di un cavallo e farla passare intorno alla vista del compagno che sta davanti. Al segnale il bambino davanti dovrà correre, attraversare il campo e spingere in avanti il bambino che sta dietro, che invece deve cercare di frenarlo. Al termine del turno si cambiano le posizioni.

– GIOCO (tirare) – TIRO ALLA FUNE: Due squadre, posti sulla linea di centrocampo in fila, rivolti verso la squadra avversaria. Usare come “Fune” una corda o delle casacche annodate tra loro. Al segnale, tutta la squadra dovrà tirare verso di sé cercando di far sorpassare agli avversari la linea di metà campo.

Come si può notare dalle foto e dai video, questi semplici giochi oltre a sviluppare e migliorare queste gestualità nel bambino, li fanno collaborare e soprattutto divertire tutti insieme, che in fondo, resta sempre la cosa più importante! 

Per comprendere meglio queste componenti motorie, abbiamo sottoposto ai bambini esercitazioni prettamente ludiche, per poi svilupparsi in futuro attraverso la palla. 

Roberto Martinelli

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