Le nostre squadre: i Piccoli Amici 2012/13

Con oggi concludiamo la presentazione delle nostre squadre parlando dei Piccoli Amici nati negli anni 2012 e 2013. 

Il calcio, è uno sport situazionale che varia ogni momento in base ai tanti fattori che si trovano e si sviluppano in campo. In base a questi fattori, il bambino è continuamente costretto ad adattarsi, adeguarsi, modificare i propri comportamenti e le proprie scelte. In funzione di una palla, in funzione dei suoi compagni, in funzione degli avversari e della posizione in campo in cui si trova.

A questa età, il primo obiettivo che ogni istruttore deve perseguire con i propri ragazzi non è quello di insegnare “calcio”, bensì di rendere funzionali le attività motorie in base allo sport praticato. 

Cosa intendiamo?

A questa età l’aspetto motorio, la cosiddetta psicomotricità, deve essere l’aspetto predominante nei giochi e nelle esercitazioni proposte. 
Gli istruttori hanno il dovere di presentare ai bambini giochi ludici che sviluppano gli schemi motori di base e visto che stiamo parlando di calcio, di renderli funzionali al nostro sport inserendogli la palla, una porta, l’avversario e obiettivi tattici soprattutto individuali.

Obiettivi tattici individuali? Nei piccoli a questa età? Ma stiamo scherzando?

Proprio no! Non si scherza mai quando si parla di bambini.

Cerchiamo di capirci meglio.

Quando proponiamo giochi ludici ai bambini, funzionali al calcio quindi con aspetti motori e tattici, intendiamo innanzitutto una proposta di giochi adattati alla loro età. Poi, a questi giochi aggiungiamo dei nomi di fantasia che i bambini possono immaginare e interpretare in maniera tale che vengano coinvolti maggiormente in quello che fanno. Successivamente diamo degli obiettivi chiari, tecnici o tattici che siano, e … voilà, il gioco è creato.

Ad esempio, un gioco conosciuto come “conquista la tana” o “cacciatori e lepri”, dove ci sono da una parte le lepri e dall’altra i cacciatori, ha un impatto emotivo altissimo per i bambini. Questo gioco coinvolge maggiormente i bambini facendoli immedesimare negli animali/attori proposti rendendoli protagonisti.

Il tatticismo dove lo troviamo in questo elementare esercizio?

Il tatticismo risulta essere nella strategia che il bambino deve adottare per conquistare la tana posta alle spalle del cacciatore.

Quale lo spazio migliore da occupare per evitare che il cacciatore mi prenda?

Quale finta escogitare per ingannare il cacciatore e far si che non mi prenda? E così via. 

Inizialmente, il gioco glielo facciamo fare senza palla. Nello step successivo gliela diamo in mano come un tesoro da proteggere. E poi, gliela facciamo condurre con i piedi. Ecco che le difficoltà aumentano. Giocando, divertendosi, imparano!
Quindi a questa età l’aspetto motorio è l’aspetto predominante, propedeutico alle capacità coordinative.
Sta alla bravura dell’istruttore rendere tutto funzionale al gioco del calcio.

Quest’anno i nostri Piccoli Amici hanno sperimentato un nuovo mondo, una nuova realtà che racchiude un lavoro più complesso di quello che ci si può immaginare. In questo momento stanno sperimentando anche un aspetto sociale che lo sport di squadra può dare.
Lavorare, giocare, divertirsi insieme per un obiettivo comune. Infatti gli istruttori oltre a quegli aspetti precedentemente scritti, fanno sperimentare ai bambini l’importanza di lavorare in gruppo, di dare il proprio massimo per ottenere un obiettivo di squadra.
Aspetti sociali e mentali che questo sport racchiude. 
Un bravo a tutti i nostri piccoli campioni che con passione e determinazione hanno sempre partecipato agli allenamenti con tantissima voglia di migliorare.
Ora li attende un ultimo piccolo sforzo. Le prime gare competitive durante i tornei che nel mese di maggio li vedrà protagonisti!

Come sempre Forza N.P.G.

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