Aspetto educativo e cultura sportiva

cultura sportivaEducazione e cultura sportiva della scuola calcio. Cambiamo mentalità.


Traferire la cultura sportiva significa trasmettere determinati valori. La puntualità, il rispetto degli ambienti, dei compagni, dell’arbitro; il rispetto delle scelte dell’allenatore, il senso del sacrificio e tanto altro ancora.

E’ fondamentale saper riconoscere la differenza tra la vittoria, che deve essere perseguita e rincorsa fino alla fine, e la sconfitta, che deve essere accettata come parte integrante del gioco del calcio. Dovrà essere valutata la prestazione sul campo senza focalizzarsi esclusivamente sul risultato.

Stiamo parlando di mentalità e educazioneSpesso abbiamo sentito allenatori trattare questo argomento sottolineando più volte che l’Italia, purtroppo, non si distingue positivamente in questo ambito. Da Carlo Ancelotti, a Arrigo Sacchi ad altri ancora che hanno portato esempi e testimonianze del loro vissuto sotto questo aspetto.

E non solo sul campo. Quante volte si sono viste liti in tribuna tra genitori molto focosi. Atteggiamenti e comportamenti che sicuramente non passano inosservati agli occhi dei figli. 

Lo sport è uno strumento importante per accrescere e indirizzare il bambino verso un determinato comportamento. Non stiamo parlando del futuro del giovane calciatore, ma stiamo parlando del futuro del giovane uomo.
Chiedere con gentilezza, ringraziare per un aiuto ricevuto, stringere la mano a un avversario anche dopo una sconfitta, sono atteggiamenti che dovrebbero far parte del bagaglio di crescita personale e culturale di ciascuno.

Un esempio di cultura sportiva

Poco tempo fa, si è assistito a una gara di Champions League, giocavano Barcellona – Juventus, gara di ritorno per qualificarsi alle semi-finali.Non vogliamo entrare in discorsi tecnico-tattici, di chi ha giocato meglio o peggio, di chi in gara ha commesso più o meno falli da gioco. Vogliamo soffermarci sul dopo gara, quando l’arbitro ha emesso il triplice fischio finale. Barcellona eliminato, fuori ai quarti di finale, eliminato dalla Juventus, un successo per noi italiani, una debàcle per i catalani. E cosa abbiamo visto? Uno stadio intero applaudire i propri beniamini, alzarsi in piedi e omaggiarli per ciò che avevano espresso in campo. Eh sì, i loro ragazzi avevano dato tutto, non si erano risparmiati, anche se non si erano qualificati. I tifosi li hanno apprezzati come se avessero vinto l’ennesimo trofeo, perché avevano cercato di vincere mettendo in campo tutto, fino all’ultima goccia di sudore.