Giovanissimi

Ed eccoci entrati nell’Attività Agonistica. Dopo un percorso di sei anni, inizia il cosiddetto calcio vero.

Ma perché è così differente l’Attività Agonistica dall’Attività di base?

Sicuramente l’aspetto predominante è la competitività, ma approfondiamo l’argomento e cerchiamo di capirlo insieme osservando anche gli altri aspetti.

Innanzitutto, nell’Attività Agonistica iniziamo a trovare le reali dimensioni del campo da gioco (anche se variano da campo a campo). La lunghezza minima di un campo è pari a 90 mt, mentre in ampiezza è di 45 mt. Possiamo addirittura trovare campi lunghi 120 mt e ampi 70mt (misure massime) ma questo è veramente raro trovarli nei settori giovanili, soprattutto in Italia. La metratura più comune varia da una lunghezza compresa tra i 100 e 110 mt, mentre in ampiezza tra i 55 e 68 mt. Quindi si può ben comprendere la diversità di spazi che il giovanissimo trova. Di conseguenza tutto ciò che ne consegue, corse più lunghe, resistenza diversa, spazi maggiori e così via.

Poi, troviamo il numero dei giocatori. 11 in campo! Siamo quindi passati dal primo approccio dei nostri piccoli campioni che hanno iniziato a 5 giocatori, poi a 7 e ancora a 9 pre arrivare al calcio reale. 11 vs 11. Due giocatori in più che consentono di approcciarsi alla così famigerata Tattica Collettiva. Ecco quindi trovare enciclopedie sui sistemi di gioco e tutti i numeri che ne seguono. Escludendo l’1 che rappresenta il portiere, considerato giocatore NON di movimento (anche se al giorno d’oggi lo è sempre di più), troviamo il 4-4-2, 4-2-3-1, 4-3-3, 4-3-1-2, 5-3-2, 3-5-2, 3-5-1-1, 3-4-3, 3-4-1-2… numeri, numeri e ancora numeri. 

Ancora. Troviamo regole completamente diverse dalle precedenti. I tempi regolamentari non sono più tre ma due. Il minutaggio diventa di 35 minuti per tempo. Troviamo i rigori, le punizioni calciate di prima e di seconda (impariamo a riconoscere se l’arbitro alza il braccio o meno). Tutte regole completamente diverse da quelle trovate con i Pulcini ed Esordienti. Per l’esattezza 17! Esatto! Avete letto bene, le Regole del gioco del calcio sono ben 17. E tra i vari articoli troviamo le misure e consistenza del pallone, nonché l’abbigliamento da tenere in gara, le dimensioni delle porte, dell’area di rigore e altro ancora. Ma quella che sicuramente da un significato e un sapore dolce-amaro al gioco di squadra, al lavoro di reparto, all’attacco della profondità avversaria nonché toglierla, è il fuorigioco! 

E infine… l’Arbitro ufficiale.

Se fino alle categorie precedenti il ruolo dell’arbitro era svolto solitamente da un dirigente o allenatore della squadra che ospitava, ora troviamo un incaricato A.I.A..

Nella maggioranza dei casi l’arbitro è molto giovane, forse con qualche anno in più dei nostri atleti, che come i nostri ragazzi si “sta facendo le ossa” come si suol dire. Ecco perché, dobbiamo avere un occhio di riguardo nei suoi confronti. Dirigenti, allenatori, genitori. Sì i genitori. Troppo spesso si vedono genitori inveire contro la “giacchetta nera” (non in senso dispregiativo ma come comunemente è chiamato l’arbitro) per un fallo non concesso, o un rigore dato quando agli occhi nostri non lo era, o ancora un fuorigioco fischiato!

Pensiamoci bene.

Questo ragazzo è da solo, senza assistenti che lo possano aiutare, non ha l’aiuto del 4° uomo e neppure del VAR! Quindi può sbagliare, come sbagliano i giocatori un gol, come sbagliano i portieri, come sbagliano i difensori in interventi fuori tempo o in passaggi errati. Modifichiamo innanzitutto la nostra cultura sportiva e ancor di più quella dell’alibi. La partita non si perde a causa di un errore arbitrale. Ma a causa di una prestazione inefficace!

La categoria Giovanissimi, per il giovane atleta, è un momento delicato, un momento nel quale il giocatore è in pieno sviluppo fisico, dove vediamo ragazzi completamente diversi in struttura, forza, capacità motorie. Ragazzi che si stanno formando fisicamente e che stanno affrontando un percorso completamente differente dal precedente trovandosi anche a giocare un calcio diverso per regole, complessità dal precedente.

Non a caso si chiama Agonistico, dove la competizione inizia a farsi sentire…